Vigilia di finale: Thuram recupera, Chivu punta al doblete
Riassunto
L'Inter si prepara alla finale di Coppa Italia con Thuram recuperato dall'infortunio muscolare e pronto a guidare l'attacco insieme a Lautaro. Chivu punta al doblete dopo lo scudetto, mentre Sarri chiede alla Lazio di "crederci fino alla follia". La vigilia è stata impreziosita dalla visita al Quirinale da Mattarella, che ha parlato di "risorgimento del calcio italiano". Intanto la lotta Champions si infiamma con cinque squadre in sei punti per tre posti, dopo il 3-2 del Bologna al Napoli. Per alcuni veterani nerazzurri potrebbe essere l'ultima finale in maglia Inter.
Thuram recupera per la finale: da allarme a sollievo in 24 ore
Credetemi, quando ieri mattina Marcus Thuram si è fermato durante l'allenamento per un problema muscolare, in casa Inter è scattato l'allarme rosso. A due giorni dalla finale di Coppa Italia, perdere il francese sarebbe stato un colpo durissimo per Chivu. Ma il calcio, si sa, è fatto di sorprese: il punto è questo, dopo una notte di apprensione e controlli medici, Tikus è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo.
L'ecografia di questa mattina non ha evidenziato problemi muscolari significativi (quello che inizialmente sembrava una contrattura si è rivelato un semplice affaticamento), e il francese ha svolto l'intera rifinitura insieme ai compagni. Una bella notizia per Chivu, che può così contare sul suo bomber più in forma: 6 gol nelle ultime 5 giornate che hanno permesso di sopportare l'assenza di Lautaro e di conquistare lo scudetto con tre turni d'anticipo.
Il tecnico nerazzurro, prudente nelle dichiarazioni ufficiali ("Thuram sta bene, domani valuteremo"), in realtà ha già deciso: il francese partirà titolare al fianco del Toro. Salvo contrattempi dell'ultima ora, la ThuLa sarà in campo dal primo minuto, proprio come nel test di sabato contro la Lazio. Capitolo Bonny: l'ex Parma, che sembrava destinato alla titolarità, tornerà in panchina. Anche Pio Esposito, alle prese con un problema alla schiena, è recuperato ma non dovrebbe partire dall'inizio.
Una finale vale una stagione, e Chivu lo sa bene. Avere a disposizione Thuram significa poter contare su un giocatore che, dopo l'ultima sosta, ha letteralmente trascinato la squadra verso il tricolore. Il francese non segna dal quarto di finale contro il Torino (4 febbraio), ma la sua presenza fisica e tecnica resta fondamentale negli equilibri offensivi nerazzurri. Domani sera all'Olimpico, la decima Coppa Italia dell'Inter passa anche dai suoi piedi.
Vigilia di finale: Sarri e Chivu, due filosofie a confronto
"Bisogna crederci fino alla follia". Maurizio Sarri non usa mezzi termini alla vigilia della finale più importante della stagione biancoceleste. Il tecnico toscano, reduce dalla "prestazione del c***o" di sabato (parole sue), sa che la Lazio dovrà tirare fuori qualcosa di speciale per battere un'Inter superiore sulla carta.
Dall'altra parte, Cristian Chivu predica calma e lucidità: "Non dobbiamo avere l'ossessione di vincere". Il tecnico nerazzurro, alla sua prima finale da allenatore, punta sulla serenità del gruppo che ha già conquistato lo scudetto. Due approcci diversi, due personalità che si confronteranno in una notte che può cambiare il destino di entrambi.
Sarri recupera Zaccagni ("Sto bene, ho recuperato dal colpo preso") e spera in Pedro, "specialista di queste partite" che ha segnato nell'80% delle finali disputate. Il capitano biancoceleste non nasconde l'emozione: "Rinuncerei a un dito per vincere questa Coppa". Cataldi è tornato ad allenarsi ma difficilmente partirà titolare, mentre resta il dubbio tra Rovella e Patric in regia.
Chivu, dal canto suo, può sorridere per il recupero di Thuram e conferma che Calhanoglu sarà l'unico assente. "Vincere o non vincere non cambia un tubo di quello che sono io", dice il rumeno con la sua consueta schiettezza. Ma poi aggiunge: "Sono felice per loro, ho trovato una squadra che pareggia le mie ambizioni".
La finale si preannuncia diversa dal 3-0 di sabato. Sarri lo sa ("Se l'atteggiamento mentale è quello di sabato, la tattica non conta niente") e ha preparato "qualcosa di diverso". Chivu avverte: "Sono partite diverse, ci sono le insidie". Domani sera, all'Olimpico, si sfideranno due modi di intendere il calcio: la follia di Sarri contro la lucidità di Chivu.
Champions League: cinque squadre in sei punti, è bagarre totale
Una bagarre mai vista. Cinque squadre racchiuse in sei punti che si giocheranno tre posti Champions nelle ultime due giornate. Il Bologna ha fatto saltare il banco battendo 3-2 il Napoli al Maradona, riaprendo completamente i giochi per la qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie.
La classifica dice tutto: Napoli 70, Juventus 68, Milan 67, Roma 67, Como 65. Conte ha sprecato la chance di chiuderla, facendosi battere dai rossoblù come nel girone d'andata. Gli mancano sempre tre punti, da fare in casa del Pisa o all'ultima con l'Udinese al Maradona. Il rammarico è enorme per come il Napoli ha approcciato la partita: troppo molle contro un Bologna che aveva un'altra marcia.
La Lega Serie A ha deciso: tutte le gare delle squadre in lotta si giocheranno domenica alle 12.30 per garantire la contemporaneità. Una scelta obbligata per allinearsi al derby di Roma, spostato in quello slot per esigenze di ordine pubblico (gli Internazionali di tennis al Foro Italico). Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli e Roma-Lazio: cinque partite che valgono 75 milioni di euro.
I veri arbitri della lotta Champions saranno i due derby: quello di Roma (già domenica) e quello di Torino (all'ultima). Due trappoloni per Roma e Juventus, che ritroveranno Lazio e Torino stramotivati dai tifosi impazziti all'idea di togliere ai grandi rivali la qualificazione. Il Milan, dal canto suo, vive una crisi tecnica ed emotiva che lo rende imprevisibile: se fosse quello del primo tempo contro l'Atalanta, potrebbe perdere con chiunque.
Domenica sarà un mezzogiorno di fuoco. Capitolo orari: la Serie A si ritrova a "sprecare" cinque golosissime sfide all'ora di pranzo della domenica, non esattamente l'orario di massima valorizzazione del prodotto. Ma questi siamo, almeno per il momento. Godiamoci comunque un finale palpitante nel quale si decideranno i destini sportivi ed economici di cinque grandi sfidanti.
Al Quirinale da Mattarella: l'Inter e la Lazio ricevute dal Presidente
"In palio non c'è solo il trofeo, ma anche il risorgimento del nostro calcio". Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale le delegazioni di Inter e Lazio alla vigilia della finale di Coppa Italia, trasformando l'incontro in un momento di riflessione sul movimento calcistico italiano.
Il Presidente della Repubblica ha espresso i suoi complimenti all'Inter per lo scudetto appena conquistato, ma ha anche lanciato un messaggio forte: "Esprimo un sentimento di rammarico per il nostro calcio che compete per trofei importanti ma tutti dentro i nostri confini". Un riferimento chiaro alle mancate qualificazioni azzurre agli ultimi Mondiali e alle difficoltà nelle competizioni europee.
Chivu, accompagnato da Marotta e dai rappresentanti di Oaktree (Katherine Ralph e Alejandro Cano), ha risposto con eleganza: "Essere qui per noi è un onore e una responsabilità". Il tecnico nerazzurro ha consegnato al Presidente la maglia che l'Inter indosserà in finale, sottolineando come "allenatori e atleti dobbiamo essere portatori di valori ed esempio per tutti i bambini che ci seguono".
Anche Sarri e la delegazione laziale hanno partecipato all'incontro, con il tecnico biancoceleste che ha parlato della "passione che ci accomuna tutti". Mattarella ha invitato tifosi e addetti ai lavori a "disarmare le parole", raccogliendo l'appello dell'arbitro Guida presente alla cerimonia.
L'incontro al Quirinale ha assunto un significato particolare in un momento delicato per il calcio italiano, tra inchieste arbitrali e polemiche varie. "Domani sera cercheremo di onorare questa grandissima competizione mettendo in campo la migliore versione di noi stessi", ha promesso Chivu. Una finale che, nelle parole del Presidente, dovrà essere "un evento di grande sport" e un segnale di rilancio per tutto il movimento.
La finale degli addii: cinque veterani verso l'ultimo ballo nerazzurro
Per alcuni sarà l'ultima danza in nerazzurro. La finale di Coppa Italia rappresenta l'opportunità di chiudere un cerchio nel migliore dei modi per diversi senatori dell'Inter che vedono avvicinarsi la fine della loro avventura milanese.
Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan stanno per congedarsi per ragioni anagrafiche. L'armeno sta addirittura meditando di chiudere la carriera al termine della stagione in corso. Solo per l'olandese c'è un'offerta di rinnovo sul tavolo, ma la decisione verrà presa nelle prossime settimane. La dirigenza nerazzurra ha bisogno di ringiovanire la rosa e, pur nutrendo estrema riconoscenza nei loro confronti, ha realizzato che è arrivato il momento di voltare pagina.
A loro si aggiunge Frattesi, che non è in scadenza ma sa di poter chiudere in questa stagione la parte di carriera dedicata all'Inter. L'ex Roma, ancora alla ricerca del primo gol stagionale, spera in estate di trovare un club in grado di garantirgli maggiore continuità rispetto a quanto accaduto con Inzaghi e Chivu.
Capitolo Beccalossi: ieri il grande Evaristo avrebbe compiuto 70 anni, ma purtroppo il 6 maggio se n'è andato lasciando un enorme vuoto. L'Inter ha voluto ricordarlo nel giorno del suo compleanno: "Ironia, fantasia e talento, simbolo romantico di interismo e artista inimitabile che amava dipingere i suoi capolavori di nero e azzurro".
Non sarà facile sostituire questi pezzi importanti dell'organico. Si tratta di gente che in nerazzurro ha vissuto una seconda giovinezza, garantendo sempre l'esempio verso i compagni più giovani. Chivu sa già che dovrà attingere dalla panchina e far ricorso all'esperienza dei suoi senatori per portare a casa la coppa. Per la missione doblete serve l'aiuto di tutti: la vecchia guardia non si tirerà di certo indietro nell'ultimo ballo.
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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Mentre l'attenzione è tutta sulla finale, prosegue l'inchiesta arbitri con l'audizione di Viglione sui protocolli VAR di Lissone e il confronto tra Ascione e il Procuratore capo per fare il punto sull'indagine. Sul fronte mercato, Oaktree ha stanziato 50 milioni per il mercato Inter mentre spunta l'interesse per Muharemovic del Sassuolo. Il Milan vive una crisi profonda con Cardinale che valuta la terza rivoluzione in tre anni. Caos orari per la penultima giornata: la Regione Lazio contro la Lega per lo spostamento del derby a lunedì. In chiusura, Malagò ufficializza la candidatura alla presidenza Figc con il sostegno della Serie B, mentre Mazzarri riparte dall'Iraklis in Grecia.
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