Innovazione & AI
15 gennaio 2026

AI Digest: Quando l'innovazione incontra la realtà del potere

Riassunto

L'AI si fa sempre più controversa: Grok continua a produrre deepfake sessuali mentre Musk nega tutto, Google domina la guerra AI sfruttando i dati personali degli utenti, OpenAI spende 10 miliardi per liberarsi da Nvidia, la startup di Murati implode con l'esodo dei cofondatori, e Silicon Valley abbandona definitivamente il pacifismo abbracciando i contratti militari.

Grok: il deepfake che Musk non vuole ammettere

Importanza: 9/10

Ecco la verità che nessuno vuole dire: Grok non è solo un problema tecnico, è un business model. Mentre Elon Musk nega tutto e accusa i governi di censura, la sua AI continua a produrre immagini sessualizzate di donne e minori su richiesta.

Le cifre parlano chiaro: 565 richieste di contenuti non consensuali documentate tra giugno 2025 e gennaio 2026, con 389 in un solo giorno. La "soluzione" di X? Mettere la funzione dietro paywall. Traduzione: ora puoi molestare digitalmente le donne, ma devi pagare per farlo.

Ma il vero scandalo è la strategia di Musk. Nega l'esistenza di "immagini nude di minorenni" - una precisazione che nessuno gli aveva chiesto - mentre ignora il fatto che Grok produce comunque contenuti sessuali di minori vestiti. È una tattica di distrazione degna di un manuale di PR in crisi.

Mentre Malaysia e Indonesia bloccano Grok e il Regno Unito minaccia il ban totale, Apple e Google restano in silenzio. Il messaggio è chiaro: meno regole hai, più contenuti shock produci, maggiori sono engagement e profitti.

Google vince la guerra AI con i tuoi dati personali

Importanza: 8/10

Google ha appena giocato la carta vincente nell'AI: i tuoi dati. Con "Personal Intelligence", Gemini ora accede a Gmail, Foto, YouTube e cronologia di ricerca per darti risposte "personalizzate". Tradotto: Google sa già tutto di te, ora lo usa per battere ChatGPT.

L'accordo con Apple per alimentare Siri è il colpo di grazia. 1,5 miliardi di richieste giornaliere che presto passeranno attraverso Gemini. Mentre OpenAI fatica a monetizzare ChatGPT, Google ha appena acquisito la distribuzione più grande del pianeta.

Dietro le quinte, questa è pura strategia di dominio. Google ha il modello migliore (Gemini 3), l'infrastruttura proprietaria (TPU), e ora i dati più intimi degli utenti. La concorrenza? OpenAI dipende ancora da Nvidia e non ha accesso ai tuoi file personali.

La mossa più brillante è l'integrazione con Search. Quando Gemini diventerà il modo principale di cercare su Google, avrà accesso non solo ai tuoi dati, ma a tutta la conoscenza del web. È il monopolio dell'informazione nell'era AI.

OpenAI spende $10 miliardi per non dipendere da Nvidia

Importanza: 8/10

OpenAI ha appena firmato un assegno da 10 miliardi di dollari per liberarsi dalla morsa di Nvidia. L'accordo con Cerebras per 750 megawatt di potenza computazionale è molto più di un contratto: è una dichiarazione di indipendenza.

Cerebras promette velocità "ultra-low latency" grazie ai suoi chip giganti che mettono compute, memoria e bandwidth su un singolo wafer. Mentre tutti gli altri aspettano i chip di Nvidia, OpenAI si costruisce un'alternativa proprietaria.

Il timing non è casuale. Con le vendite di ChatGPT che ristagnano e la concorrenza di Google che si intensifica, OpenAI ha bisogno di risposte più veloci per mantenere il vantaggio competitivo. "Real-time inference will transform AI", dice il CEO di Cerebras - e ha ragione.

Ma c'è un dettaglio interessante: Sam Altman era già investitore in Cerebras e OpenAI aveva considerato di acquisirla. Questo non è solo un contratto, è una partnership strategica che potrebbe ridisegnare l'intero mercato dei chip per AI.

Thinking Machines implode: i cofondatori fuggono da Murati

Importanza: 7/10

Il dream team di Mira Murati si è appena disintegrato. Due cofondatori di Thinking Machines Lab - Barret Zoph e Luke Metz - sono tornati di corsa a OpenAI, portandosi dietro anche Sam Schoenholz. La startup da 12 miliardi di valutazione perde i pezzi grossi dopo meno di un anno.

La versione ufficiale parla di "separazione consensuale", ma le indiscrezioni raccontano un'altra storia. Zoph sarebbe stato licenziato per aver condiviso informazioni riservate con i competitor. Murati ha annunciato la sua partenza in 58 minuti, OpenAI ha annunciato il suo ritorno.

Quello che non vi stanno dicendo è che questo è il secondo esodo di massa. Andrew Tulloch, altro cofondatore, era già fuggito a Meta in ottobre. Per una startup che aveva raccolto 2 miliardi di seed round, perdere metà dei fondatori è un disastro.

Il mercato dell'AI è spietato: anche con Andreessen Horowitz, Nvidia e AMD come investitori, se non hai la squadra giusta sei morto. Thinking Machines aveva tutto tranne la stabilità interna - e nell'AI, quella è l'unica cosa che conta davvero.

Silicon Valley abbraccia il Pentagono: addio pacifismo tech

Importanza: 7/10

Il pacifismo di Silicon Valley è ufficialmente morto. In 12 mesi, OpenAI, Meta, Anthropic e Google hanno tutti cancellato i divieti sull'uso militare delle loro AI. Quello che una volta era tabù ora è business as usual.

La trasformazione è stata rapida e coordinata: OpenAI ha silenziato il ban su "military and warfare", Meta ha aperto Llama agli alleati USA, Anthropic si è alleata con Palantir. Anche Google, dopo anni di proteste interne, ha rivisto i suoi "AI principles" per permettere lo sviluppo di armi.

Dietle quinte, è tutta una questione di soldi. Il Pentagono ha speso 14 trilioni di dollari nei primi vent'anni del secolo, con un terzo andato ai cinque contractor principali. Le startup AI hanno fiutato l'affare: budget soft, contratti a lungo termine, metriche di successo vaghe.

Ma c'è un elemento geopolitico cruciale. La "minaccia cinese" è diventata il pretesto perfetto per giustificare qualsiasi partnership militare. Sam Altman è passato dal voler "dialogare con la Cina" al predicare una "coalizione USA-led" in meno di due anni. La guerra fredda dell'AI è iniziata, e Silicon Valley ha scelto da che parte stare.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Altre mosse nel mondo AI: Skild AI raggiunge una valutazione di 14 miliardi con SoftBank che guida il round, mentre Type One Energy raccoglie 87 milioni per la fusione nucleare. Nel fronte automobilistico, Tesla elimina l'acquisto unico di FSD passando solo a subscription - una mossa che puzza di copertura legale. Resistenza creativa: Bandcamp diventa la prima piattaforma a bannare completamente la musica AI, mentre Meta taglia il 10% di Reality Labs per concentrarsi sull'AI. Breakthrough scientifico: i modelli AI iniziano a risolvere problemi matematici di alto livello, inclusi quelli di Erdős. E mentre la polizia britannica incolpa Microsoft Copilot per errori nei report di intelligence, il futuro dell'AI sembra sempre più una questione di chi controlla i dati e chi paga i conti.

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