Il Giorno del Giudizio AI: Nvidia Domina, Europa Capitola, Trump Attacca
Riassunto
Nvidia demolisce ogni record con 57 miliardi di ricavi mentre Trump prepara la guerra totale contro le leggi AI statali. L'Europa capitola smantellando GDPR e AI Act, le startup musicali AI raccolgono miliardi nonostante le cause legali, e il MIT conferma che i modelli reasoning pensano esattamente come gli umani.
Nvidia polverizza ogni record: 57 miliardi e nessuna bolla in vista
Dimentichiamo l'hype e parliamo di fatti. Nvidia ha appena riportato ricavi per 57 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con profitti netti di 32 miliardi - circa 4.000 dollari di profitto puro ogni secondo. Il data center business è cresciuto di 10 miliardi in un solo trimestre, raggiungendo 51,2 miliardi.
Jensen Huang non ha dubbi: "Le vendite di Blackwell sono alle stelle, e le GPU cloud sono sold out". La guidance per il Q4? Altri 65 miliardi di ricavi previsti. Mentre tutti parlano di bolla AI, Nvidia macina numeri che farebbero impallidire qualsiasi hypercar tecnologica.
Il vero problema è che non riescono a produrre abbastanza chip. Con 500 miliardi di dollari in ordini inevasi e una domanda che "continua ad accelerare e moltiplicarsi", Nvidia ha trasformato la scarsità in vantaggio competitivo. Gli investitori che avevano scommesso contro l'azienda - da Peter Thiel a SoftBank - ora guardano i loro portafogli con rimpianto.
Wall Street tira un sospiro di sollievo. Dopo settimane di panico sulla "peak AI", i risultati di Nvidia dimostrano che la rivoluzione dell'intelligenza artificiale è appena iniziata. Come ha detto Huang: "Abbiamo raggiunto un punto di svolta".
Trump prepara la guerra totale contro le leggi AI degli stati
Ecco la verità che nessuno vuole dirvi: Trump sta per firmare un ordine esecutivo che darebbe al governo federale il controllo totale sulla regolamentazione AI, spazzando via le leggi statali con una task force del Dipartimento di Giustizia.
La "AI Litigation Task Force" avrà un solo obiettivo: fare causa agli stati che osano regolamentare l'intelligenza artificiale. Nel mirino ci sono California e Colorado, colpevoli di aver richiesto trasparenza sui modelli AI e prevenzione della discriminazione algoritmica.
David Sacks, il consigliere speciale per AI e Crypto, supervisiona l'operazione. L'ordine minaccia di tagliare i fondi federali per la banda larga agli stati "ribelli" - 42 miliardi di dollari del programma BEAD potrebbero sparire per chi non si allinea.
"Non puoi attraversare 50 stati. Devi ottenere una sola approvazione", ha dichiarato Trump. La strategia è semplice: centralizzare tutto a Washington e impedire che "uno stato woke" possa rovinare la festa all'industria tech. Silicon Valley ha vinto la guerra culturale, e ora Trump gli consegna le chiavi del regno.
Europa in ritirata: addio privacy, benvenuta competitività
Dopo anni di muscoli contro Big Tech, l'Europa ha battuto ciglio. Bruxelles sta smantellando pezzi chiave del GDPR e ritardando l'AI Act, cedendo alle pressioni dell'industria e dell'amministrazione Trump.
Le nuove regole permetteranno alle aziende tech di usare dati personali per addestrare modelli AI senza consenso esplicito. Addio ai fastidiosi banner dei cookie - almeno per quelli "non rischiosi" - e benvenuto al controllo centralizzato dal browser.
Mario Draghi aveva avvertito: l'Europa è rimasta indietro nella corsa all'innovazione. Ora la Commissione promette di tagliare 5 miliardi di costi amministrativi entro il 2029, ritardando di 18 mesi le regole sui sistemi AI ad alto rischio.
"Un massiccio arretramento delle protezioni digitali", accusano i gruppi per i diritti civili. Ma la realtà è che l'Europa ha capito di non potersi permettere il lusso della purezza normativa quando Cina e Stati Uniti corrono verso il futuro. La competizione globale ha vinto sulla protezione dei cittadini.
Startup AI musicali: miliardi di investimenti, cause legali in corso
Il denaro parla più forte delle controversie legali. Suno ha appena raccolto 250 milioni di dollari con una valutazione di 2,45 miliardi, mentre è ancora sotto processo da parte di Sony, Universal e Warner per violazione del copyright.
La startup genera 200 milioni di ricavi annuali permettendo a chiunque di creare canzoni AI con semplici prompt testuali. Gli investitori - da Menlo Ventures a Nvidia - scommettono che le cause legali si risolveranno con accordi di licenza, non con chiusure.
Warner Music ha già capitolato, raggiungendo un accordo con il rivale Udio per lanciare una piattaforma AI musicale nel 2026. L'industria discografica sta imparando la lezione: meglio collaborare che combattere.
"L'era della musica generata dall'AI è chiaramente arrivata", ammettono anche i più scettici. Mentre i tribunali decidono sulla legalità dell'addestramento su materiale protetto da copyright, il mercato ha già dato il suo verdetto: l'AI musicale vale miliardi, cause o non cause.
I modelli AI reasoning pensano come umani: MIT conferma la svolta
La scoperta che cambierà tutto: i ricercatori del MIT hanno dimostrato che i nuovi modelli AI "reasoning" affrontano i problemi complessi esattamente come gli esseri umani, con gli stessi costi computazionali.
I problemi che richiedono più tempo agli umani sono gli stessi che consumano più "token" ai modelli AI. L'aritmetica è facile per entrambi, mentre le sfide logiche complesse come l'"ARC challenge" mettono in difficoltà sia cervelli biologici che artificiali.
"È davvero sorprendente questa convergenza", ammette Evelina Fedorenko del McGovern Institute. I modelli non sono stati progettati per imitare il pensiero umano, eppure ci sono arrivati naturalmente attraverso l'addestramento.
Ma c'è un paradosso affascinante: mentre questi sistemi generano monologhi interni per risolvere problemi, spesso contengono errori e assurdità, anche quando arrivano alla risposta corretta. Come gli umani, l'AI reasoning non usa necessariamente il linguaggio per "pensare" - opera in uno spazio di rappresentazione astratto che va oltre le parole.
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